ODONOMANTOVA

Cani Giovanni, Vicolo de'

Tipologia Oggetto
Particolare della vecchia targa
Particolare della vecchia targa

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Tra i documenti che abbiamo digitalmente acquisito, forse quelli relativi a vicolo De' Cani si sono rivelati essere i più particolari, per le discussioni che nel tempo si sono tenute in merito al nome della strada.

Nella Storia di Mantova del Restori (pag. 456-457) si legge: "Si crede comunemente che il suo nome derivi da una antica famiglia mantovana dei Cani; ma il Davari non è di questo parere. Egli osserva come, fin dal 1402, il vicolo fosse denominato regiola a canibus e nel 1566 semplicemente la regiola dei cani...".
E ancora: "Nella cronaca dello Schivenoglia, pur essendovi ricordate tutte le principali famiglie Mantovane del secolo XV, non vi è cenno di una famiglia che si chiamasse Dei Cani. Il Davari però erra; nei secoli scorsi, infatti, la famiglia Dei Cani esisteva. Nel 1505 troviamo una lettera scritta dal Capitano di Giustizia Gio. De Canibus De Papia, un altro Jò Bapta De Canibus era nel 1698 arciprete di S. Barbara (...). Nessuna meraviglia quindi che il nome del vicolo avesse origine dalla famiglia dei CANI abitante forse in esso".

Il 13 maggio del 1923 gli abitanti del vicolo scrivono al Sindaco di Mantova, esponendo quanto segue: "La denominazione 'Vicolo dei Cani' risale ormai ad epoca remota e cioè a quando ad ogni contrada, fosse pure delle principali arterie della città, veniva imposto il nome di un animale (...). Sembra che gli antichi dominatori, pur conservando le loro sacre tradizioni, avessero una predilezione per le bestie in genere da volerne rammentare la specie sui nomi delle vie!".

(Qui, in una nota a margine, scritta a matita, si legge: "Non è esatto, Cani è il nome di una antica famiglia mantovana")

Prosegue la lettera: "Dopo l'evacuazione della dominazione austriaca, le cose cambiarono col sopraggiungere dell'indipendenza nazionale e si provvide a ribattezzare (...) le vie della nostra Mantova, ricordando martiri, patrioti, date gloriose e località storiche, tutti riflettenti l'epopea del Risorgimento italiano (...). Il Vicolo 'Cani' è stato purtroppo dimenticato, e la sua denominazione non risponde certo all'altezza degli attuali sentimenti patriottici del Popolo Italiano".
I firmatari pregano quindi il Sindaco di proporre alla Giunta il cambio del nome, sostituendolo con uno che "rammenti un simbolo di gloria e di patriottismo".

Pochi giorni dopo, il 19 maggio, il Sindaco Cesare Genovesi scrive a Clinio Cottafavi - direttore onorario di Palazzo Ducale agli inizi del Novecento - inviandogli copia della domanda presentata dagli abitanti di vicolo Cani, affinché voglia, in merito a essa, "provocare il voto della Commissione per la denominazione delle vie".
Non tarda ad arrivare la risposta dell'interpellato Cottafavi, che si riserva di attendere a convocare la Commissione, "date le deliberazioni sospensive prese dall'On. Consiglio comunale in materia di nuova denominazione di vie".

Passano però gli anni e il 5 settembre 1956 il signor Federici, abitante di vicolo Cani, scrive al Sindaco di Mantova facendo presente che diverse vie e vicoli avevano cambiato nome "in parte perché portavano nomi assurdi e in parte per far figurare e intestare martiri della liberazione, scienziati, ecc.". Federici prega quindi il Sindaco, anche a nome degli altri inquilini del vicolo, di cambiare il nome allo stesso.
La preghiera si chiude così: "A parte il rispetto che ho per i nobili animali, credo che, interpellato, Vicolo Cani suoni un po' male. Non le pare?"

L'appello non cade in qualche misura inascoltato perché nello stesso mese, su provvedimento dell'Ufficio Statistica e approvazione del Sindaco si delibera che vengano cambiate le targhe affisse sui muri del vicolo con una nuova su cui si legge "Vicolo Giovanni de' Cani" (per l'ammontare di 15.500 lire).

All'inizio degli anni Sessanta, in conseguenza dello sviluppo edilizio della città, nuove strade e aree di circolazione si trovano prive di nome. La Commissione per la Toponomastica si riunisce in molteplici sedute nel febbraio 1960, portando all'attenzione del Comune una serie di proposte su intitolazioni e modifiche di odonimi.
La Giunta Municipale, nella seduta del 21 marzo 1960, prende visione delle proposte e decide di conservare la denominazione di Via Giovanni de'Cani "divenuta ormai familiare alla cittadinanza".

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