ODONOMANTOVA

Sauro Nazario, via

Tipologia Oggetto
Lettera di Quintavalle Simonetta del 21 settembre 1916, pag. 1
Lettera di Quintavalle Simonetta del 21 settembre 1916, pag. 1

Indicazioni sul soggetto

In una lettera datata 21 settembre 1916, il professore dell'Accademia Virgiliana Quintavalle Simonetta si fa portavoce della Commissione Toponomastica, che "accetta l'idea che al nome di S. Pietro Martire sia sostituito quello del martire Sauro", morto lo stesso anno, e facendo leva sull'importanza di molti mantovani nel corso dei secoli, ribadisce quanto non dovrebbe essere influente il periodo in cui si è vissuti per avere una via dedicata: "A noi pare che l'essere morti nell'800 o nel 900 abbia ad essere un titolo per osannare da una parte, e ribadire... il silenzio dall'altra su gli eroi, gli scienziati, i poeti del due o del quattrocento". E quindi, "noi non saremo mai veramente degni dell'Italia più grande, tanto strombazzata, che vien quasi voglia di crederci meno, finché ci dimostreremo così ignoranti e noncuranti di quelli che vissero e operarono con ispirito magnanimo, con potente intelletto, con ardente zelo di patria in questo breve suolo, che Virgilio e Dante vallarono di gloria immortale". 

Nella sessione straordinaria del Consiglio Comunale di Mantova del 3 novembre 1916, alla presenza di 40 consiglieri e del Prosindaco Ciro Bonollo, si discute già sul suggerimento di Quintavalle Simonetta di intitolare la via di S. Pietro Martire a Nazario Sauro, personaggio che "integra il simbolo dell'espressione patriottica", in quanto "egli rappresenta una figura superiore di eroe e di martire nella piena e sicura consapevolezza del sacrificio per l'idealità che lo riscaldava". Per avvalorare la tesi, vengono riportate alcune parole scritte da Sauro alla famiglia, in particolare al figlio quattordicenne Nino, del 23 maggio 1915: "Tu, forse, comprendi, altrimenti comprenderai fra qualche anno, qual era il mio dovere di italiano. Diedi a te, a Libero, ad Anita ad Italo ad Albania, nomi di libertà; ma non solo sulle carte. Questi nomi avevano bisogno di un suggello e il mio giuramento ho mantenuto. Muoio col solo dispiacere di privare i miei carissimi, buonissimi figli, del loro amato padre. Ma vi rimane la patria, che farà le mie veci. Su questa Patria giura, Nino, e farai giurare ai tuoi fratelli quando avranno l'età per comprendere, che sarete sempre, ovunque e prima di tutto italiani. I miei baci, la mia benedizione". 
La scelta di ridenominare S. Pietro Martire non è poi casuale, poiché proseguimento di via Mazzini con sbocco su viale Risorgimento, "così resta coordinata l'espressione del simbolo patriottico".
La proposta viene infine accolta all'unanimità.

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